Si aggrava la situazione del focolaio di malaria nell'area dell'aeroporto di Francoforte. Le autorità sanitarie locali hanno confermato un terzo decesso e un nuovo caso di infezione tra i residenti di Schwanheim, un quartiere vicino allo scalo.
Il totale dei contagiati sale così a otto, con tre decessi.
Ciò che rende il caso particolarmente anomalo è che anche gli ultimi due pazienti, secondo le autorità, non avevano viaggiato di recente in Paesi dove la malaria è comune. Questo rafforza l'ipotesi della cosiddetta 'malaria aeroportuale'.
I primi casi erano stati rilevati tra sei lavoratori addetti al carico e scarico presso l'aeroporto di Francoforte. Due di loro sono deceduti. Fin dall'inizio, gli investigatori sanitari hanno considerato la possibilità che una zanzara del genere Anopheles, infetta e proveniente da una zona tropicale, fosse arrivata in Germania su un aereo.
Questo fenomeno, sebbene raro, può verificarsi quando una zanzara sopravvive al viaggio all'interno di una stiva o di altre parti dell'aereo e, una volta a destinazione, punge persone che non hanno mai visitato aree a rischio.
Le autorità hanno inoltre precisato che nei due nuovi casi è stata riscontrata un'infezione da Plasmodium falciparum, il parassita responsabile delle forme più gravi di malaria.
Le indagini sull'origine del focolaio sono ancora in corso. Fraport, la società che gestisce l'aeroporto di Francoforte, ha inviato a un laboratorio specializzato di Anversa, in Belgio, gli esemplari di zanzara catturati nelle trappole di monitoraggio installate tra luglio e agosto. Al momento della stesura dell'articolo, i risultati delle analisi non erano ancora disponibili.
Il Robert Koch Institute, principale ente tedesco per le malattie infettive, considera episodi di questo tipo eccezionali al di fuori delle regioni tropicali. In Germania, l'ultimo caso confermato di malaria aeroportuale prima di questo focolaio risaliva al 2023, sempre a Francoforte.
La malaria è causata da parassiti del genere Plasmodium e si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette. Non si diffonde normalmente da persona a persona. Tra i sintomi più comuni ci sono febbre alta, brividi, mal di testa e nausea.
Anche l'Italia è stata informata della situazione tramite il sistema europeo di allerta rapida Ewrs. Il Ministero della Salute, già dopo i primi casi segnalati ad agosto, aveva definito 'contenuto' il rischio per il territorio italiano, attivando comunque per precauzione gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera.
Il quadro europeo resta sotto osservazione. La malaria autoctona è considerata rara nel continente, ma gli episodi legati agli aeroporti sono documentati da decenni. Secondo i dati citati nell'articolo, l'Ecdc ha registrato tra il 1969 e l'inizio del 2024 un totale di 145 casi acquisiti sul territorio europeo, oltre due terzi dei quali riconducibili proprio alla cosiddetta malaria aeroportuale.
A livello mondiale, invece, la malattia continua a rappresentare una delle principali emergenze infettive. L'ultimo World Malaria Report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità citato nel testo indica per il 2024 circa 282 milioni di casi e 610 mila decessi, concentrati in gran parte nella Regione africana.
Il focolaio di Francoforte riporta così l'attenzione sul rischio, raro ma possibile, dell'introduzione accidentale di vettori infetti attraverso il traffico internazionale. Le analisi sulle zanzare catturate nell'area aeroportuale saranno decisive per stabilire se sia stata effettivamente questa la causa dei contagi registrati nelle ultime settimane.
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