A distanza di quasi otto anni dal crollo del ponte Morandi, il processo per una delle più gravi catastrofi recenti in Italia è giunto alla sua conclusione. Giovedì, il Tribunale di Genova emetterà il verdetto nei confronti dei 57 accusati, ritenuti responsabili, a vario titolo, del crollo del viadotto Polcevera, avvenuto il 14 agosto 2018, che ha provocato 43 vittime.
Il processo, iniziato nel luglio 2022, si è svolto nell'arco di quattro anni con 284 udienze, centinaia di testimoni e un'intensa attività di raccolta prove. Secondo l'accusa, il disastro è stato causato da anni di carenze nella manutenzione e nei controlli della struttura, con interventi giudicati inadeguati e una gestione orientata, secondo la Procura, al risparmio.
Tra gli imputati ci sono ex dirigenti e tecnici di Autostrade per l'Italia e della controllata Spea, oltre a funzionari del Ministero delle Infrastrutture e del Provveditorato alle opere pubbliche. I reati contestati includono omicidio colposo plurimo, crollo doloso, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissione di atti d'ufficio.
I pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi hanno richiesto condanne per un totale di quasi 400 anni di prigione. La pena più severa, di 18 anni e sei mesi, è stata proposta per l'ex amministratore delegato di Aspi, Giovanni Castellucci, che durante il processo ha sempre negato le accuse, dichiarandosi "responsabile, ma non colpevole".
Il procedimento è stato uno dei più complessi mai affrontati in Italia, anche per la quantità di documentazione raccolta: migliaia di pagine di atti, centinaia di faldoni e oltre dodici terabyte di materiale informatico tra documenti, fotografie e filmati. Durante il processo sono state ammesse oltre 200 parti civili, poi ridotte a 168 dopo gli accordi di risarcimento raggiunti da alcune di esse.
Le società Autostrade per l'Italia e Spea hanno risolto la loro posizione con un patteggiamento di circa 30 milioni di euro, mentre altri filoni d'indagine avviati dopo il crollo – riguardanti i controlli sui viadotti, le barriere fonoassorbenti e le gallerie – sono stati successivamente uniti al procedimento principale.
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